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Inchiesta - Articoli precedentiArrivano 38 miliardi e lo scandalo trova fine.TORINO La vicenda del presidio sanitario Valletta, in via Farinelli, a Torino, sembrava ormai una di quelle storie senza fine della mala-sanità italiana. Ci sono voluti circa trent'anni, ma alla fine una soluzione pare raggiunta. Eppure, nonostante tutto, c'è ancora qualcosa che non va. La struttura venne, infatti, costruita nel 1968 e non fu mai completata. Tuttavia oggi, al suo interno, si trovano una ventina di servizi poliambulatoriali per un bacino d'utenza superiore ai 42 mila abitanti della decima Circoscrizione. Venti poliambulatori, quindi, in un piano solo, quando in realtà la struttura è a cinque piani. Tutto era rimasto bloccato dal '68 a qualche settimana fa. Sbloccato un finanziamento statale, infatti, arriveranno presto al presidio Valletta 38 miliardi e 500 milioni di lire, che consentiranno il recupero della struttura entro i prossimi anni. Ma nonostante la buona notizia, secondo il presidente della decima Circoscrizione, Maurizio Trombotto, si potrebbe fare di più: "Il finanziamento consentirà di sfruttare appieno la struttura di Via Farinelli, però quando i lavori cominceranno i venti poliambulatori dovranno per forza chiudere e sul territorio non resterà più nessun servizio. I cittadini saranno costretti a rivolgersi agli ospedali, con i conseguenti disguidi. Noi chiediamo - ribadisce Trombotto - che per tutta la durata del cantiere i poliambulatori possano essere trasferiti in due plessi scolastici dismessi di Via Farinelli, per poter continuare a garantire un servizio ai cittadini". La risposta tocca alla Regione, e nella fattispecie all'assessore alla Sanità Antonio D'Ambrosio: "Entro il 2000 il presidio Valletta sarà pronto. Questo è già un ottimo risultato per la maltrattata sanità torinese ed italiana. Per risolvere il problema del cantiere, intanto, stiamo valutando le diverse opportunità di rilocalizzazione" conclude l'assessore. Il poliambulatorio, nel 2000, sarà così strutturato: al primo piano ci sarà un centro diurno per i malati di Alzhaimer, al secondo troverà posto "l'hospice" per le patologie croniche, al terzo piano ci saranno le residenze sanitarie per anziani, al quarto le unità di riabilitazione cardio-respiratoria ed al quinto le unità di riabilitazione neuromotoria. Lucia Campisi |