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Editoriale

Una riflessione sulla vita

Il valore della vita?

Sono molte le discussioni feroci accadute nel nostro Paese su chi deve decidere sulla vita nascente o su come normarla tramite le Leggi che oscillano tra chi le vorrebbe indicanti tutto quello che dobbiamo fare e chi le vorrebbe invece aperte ad ogni possibile idea di libertà individuale e legate ai valori soggettivi di ognuno di noi.

Quello che poi capita nel mondo ogni giorno fa impallidire tutti i convegni sulla strage degli Ebrei durante il Secondo conflitto mondiale non ostante la nostra memoria collettiva, com'è giusto e sacrosanto, l'abbia annoverato tra i più feroci crimini contro l'umanità.

L'editoriale che vi propongo è una poesia di Gibran Kahlil Gibran: ognuno vi leggera, spero, alcune profondità di se stesso e degli altri che non è possibile spiegare.

 

Franco Fratto

I vostri figli

I vostri figli non sono figli vostri:

sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.

Nascono per mezzo di voi ma non da voi.

Dimorano con voi e tuttavia non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore

ma non le vostre idee,

perché essi hanno le loro idee.

Potete dare una casa al loro corpo

ma non alla loro anima,

perché la loro anima abita nella casa dell'avvenire

che voi non potete visitare

nemmeno nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di tenere il loro passo

ma non pretendere di renderli simili a voi,

perché la vita non torna indietro

né può fermarsi ad ieri.

Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive,

sono lanciati in avanti.

L'Arciere mira al bersaglio

sul sentiero dell'infinito

e vi tiene tesi con tutto il suo vigore

affinché le sue frecce

possano andare veloci e lontane.

Lasciatevi tendere con gioia

nelle mani dell'Arciere

poiché Egli ama in egual misura le frecce che volano

e l'arco che rimane saldo.

Gibran Kahlil Gibran