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Cultura - Incontri

Infibulazione delle donne africane in Italia

Se n’è discusso a Torino durante un incontro organizzato dalla Commissione regionale delle Pari Opportunità

Le immigrate africane che hanno subito mutilazioni genitali sono circa 28 mila, mentre 5 mila bambine stanno rischiando di subire le stesse pratiche.

Mutilazioni genitali femminili (mgf) è l’espressione adottata nel 1990 dai 118 delegati di 28 paesi e varie agenzie dell’Onu, nel corso di un seminario sull’argomento. Si tratta di una definizione tanto terribile quanto reale per questi dolorosi interventi, effettuati su bambine e preadolescenti, mettendo a repentaglio la salute della donna e la vita stessa.

"Figlie d’Africa mutilate, anche in Italia", il convegno di Torino del 23 febbraio scorso, si è svolto nell’ottica di analizzare la situazione delle donne africane che seguono questa tradizione, pur vivendo in Italia. Organizzato dalla Commissione regionale Pari Opportunità delle giornaliste dell’Associazione Stampa Subalpina, con l’Unione Cattolica Stampa Italiana e la Rete Europea giornaliste Italiane, è stato pensato come un’analisi approfondita della problematica da molteplici punti di vista: culturale, sanitario, giuridico, psicologico e religioso. Sempre più di frequente gli operatori dell’informazione hanno di fronte notizie difficili da trattare, soprattutto a causa della mancanza di un adeguato approfondimento degli aspetti tecnici e della cultura dei paesi d’origine. Il convegno è nato nell’ottica di contribuire a colmare le lacune sull’argomento, portato all’evidenza dall’evidente e incessante crescita dell’immigrazione, in gran parte dai paesi africani.

Donne sottoposte a mutilazioni genitali

Paese Numero attuale

Percentuale

Benin

  1.200.000

50%

Burkina

  3.290.000

70%

Centrafrica

    750.000

50%

Ciad

  1.530.000

60%

Costa d'Avorio

  3.750.000

60%

Egitto

13.625.000

50%

Eritrea-Etiopia

23.940.000

90%

Gambia

    270.000

60%

Ghana

  2.325.000

30%

Gibuti

    196.000

90%

Guinea

  1.875.000

50%

Guinea Bissau - Kenia

    250.000

50%

Liberia

  6.300.000

60%

Mali

  3.112.500

25%

Mauritania

    262.500

75%

Niger

    800.000

20%

Nigeria

30.625.000

50%

Senegal

    750.000

20%

Sierra Leone

  1.935.000

90%

Somalia

  3.773.000

98%

Sudan (Nord)

  9.220.400

98%

Tanzania

  1.345.000

10%

Togo

    950.000

50%

Uganda

    467.500

5%

Zaire

    945.000

5%

Totale

114.296.900

50%

Stime di Fran P.Hosken aggiornate al 1992.
[Dati pubblicati su "Nigrizia" nel novembre 1996].

I dati sono riferiti a pratiche di natura differente, a seconda delle zone. Per la maggioranza dei Paesi elencati si tratta di escissione e taglio della clitoride, oppure anche di infibulazione, come in Egitto meridionale, Eritrea, Gibuti, Somalia e alcune zone di Kenya, Etiopia, Mali, Burkina e Niger, oppure di pratiche limitate, per quanto riguarda gran parte del Niger e in misura ridotta anche Algeria, Libia e Ciad.

Claudia Tomatis

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